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Tra i vigneti di Domaine St. Diego

Ieri, insieme ad alcuni cari amici, sono andato a far visita a Domaine St. Diego, una piccola realtà vitivinicola nel distretto di Lunlunta, dipartimento di Maipu, a pochi chilometri da Mendoza. Questa azienda rappresenta un unicum nel panorama vinicolo mendocino. Parliamo infatti di una realtà produttiva con poco più di 3 ettari vitati, ben diversa quindi dalla maggior parte delle aziende dell’area, caratterizzate da decine e decine e, spesso, centinaia di ettari coltivati a vite.

Il progetto inizia nel 1988 per merito di Angel Mendoza, noto enologo argentino, che, insieme alla moglie ed ai figli, dà vita ad una azienda vitivinicola familiare con il fine di avviare una piccola produzione di vino di qualità.

Lunlunta condivide in gran parte con Mendoza la tipologia di terroir: grande quantità di luce diurna, importanti escursioni termiche tra la notte ed il giorno responsabili dell’arricchimento delle uve in patrimonio aromatico ed acidità. La vicinanza del fiume Mendoza rivela la natura alluvionale dei terreni, caratterizzati da uno strato superficiale sabbioso ed un substrato di argille con presenza di minerali e sacche di calcare. L’aridità della zona rende necessaria l’irrigazione dei vigneti, che, nel caso di Domaine St. Diego, viene attuata con il sistema a goccia o per inondazione dei vigneti. La fornitura di acqua, proveniente dalle Ande, viene assicurata e gestita dalla municipalità che, con determinate scadenze, tempistiche e quantità, la distribuisce alle diverse aziende utilizzando un sistema di canalizzazione corredato di chiuse e paratie che, una volta aperte, permettono il passaggio dell’acqua.

Molto interessante è stato imbattersi in un sistema di allevamento della vite che Angel Mendoza, racconta la figlia Laura, aveva visto utilizzare in Nuova Zelanda e che poi ha deciso di importare ed utilizzare per l’allevamento di alcuni vigneti in Domaine St. Diego. In poche parole, si tratta di allineare due capi a frutto sovrapposti. Il primo tralcio vicino a terra, l’altro più in alto, a circa 80-100 cm di distanza dal sottostante. Tale sistema, che sembra ricordare il doppio Guyot, sovrapposto o alla Piacentina, avrebbe il vantaggio di favorire una maturazione delle uve con tempistiche diverse sui due distinti tralci. Si parla di una differenza temporale di circa 10-15 giorni l’uno dall’altro. Ciò permette ad una piccola azienda come Domaine St. Diego di effettuare tutte le operazioni di cantina in due diversi momenti senza dover gestire grandi quantità di uve raccolte al tempo stesso.

Le principali varietà coltivate a Domaine St. Diego sono Malbec, Cab. Sauvignon, Cab. Franc, Chardonnay.

La degustazione, splendidamente condotta da Laura Mendoza, ha visto come primo protagonista l’olio extra vergine di oliva “Almazara Bianca” (Domaine St. Diego produce anche olio extra vergine d’oliva) ottenuto da varietà Arauco. Tale varietà, molto interessante, dà vita ad un olio fruttato e dalle spiccate note amare e piccanti. Un olio di personalità e di decisa persistenza gusto-olfattiva.

A seguire, è stata la volta di Paradigma, Blanc de Blancs Extra Brut da varietà Patricia. Vino voluto fortemente da Angel Mendoza, si dimostra agile e fresco. Profilo olfattivo segnato da note di mela verde, pera, sfumature tropicali.

È stata poi la volta di Paradigma 2016 ( Malbec 60%, Cab. Sauvignon 20%; Cab. Franc 20%). Maturazione in acciaio. Vino molto fresco, con un frutto ricco, croccante, succoso. Note di frutti rossi, mora, prugna. Gradevolissime note vegetali che riconducono alle varietà. Tannini levigati. Grande piacevolezza di beva.

Infine, abbiamo assaggiato Pura Sangre 2014 (Malbec 80%, Cab. Sauvignon 20%). Maturazione in barrique di rovere francese. Colore rosso scuro, profondo. Naso maturo di prugna, cacao, noce moscata. Tannini delicati mai aggressivi. Di buona persistenza gusto-olfattiva. Corretto uso del legno.

Voglio ringraziare, per questa giornata, Laura Mendoza che ci ha guidato fra i vigneti e durante la degustazione con gentilezza e competenza.

Non posso però non spendere due parole su Angel Mendoza con il quale ho avuto l’onore ed il piacere di scambiare brevi parole al termine della visita. Conoscenza, tecnica, esperienza fanno grande un enologo. Cuore, coraggio, passione sono virtù necessarie di un vero vignaiolo. Credo che Angel Mendoza racchiuda in sé tutte queste anime, tutte queste sfaccettature, riuscendo a trasmetterne il profondo significato in ogni suo gesto e parola.

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