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Pranzo presso Domaine Bousquet

Il menù scelto, composto da cinque portate, prevedeva:

  • verdure dell’orto ( vino in abbinamento, Chardonnay Riserva 2019);
  • empanada di ossobuco brasato ( vino in abbinamento, Gaia Red Blend 2018);
  • filetto di vitello alla griglia con verdure di guarnizione ( vino in abbinamento, Gran Malbec 2018);
  • granita di frutta a base di Malbec;
  • gelato di Chardonnay con maracuja (vino in abbinamento, Spumante Brut Rosé)

Il menù era ben pensato, agile ma di personalità. Piatti semplici ma eleganti, ben disegnati ed equilibrati gustativamente. Fantastica la empanada, ricca e saporita, accompagnata da una salsa morbidamente piccante. È stata parzialmente sbagliata la cottura del filetto che era stata richiesta “a punto” mentre in realtà la carne servita aveva un punto di cottura tra “a punto” e “cocida”, perdendo così un po’ di liquidi che avrebbero reso il filetto più morbido. In Argentina, dove la cottura della carne è una religione, ciò rappresenta un errore abbastanza grave. La carne era però di ottima qualità ed il piatto aveva comunque carattere.

Alcune osservazioni riguardo i vini. Bisogna fare molta attenzione all’utilizzo del legno nella fermentazione e maturazione dei vini ( lo dico almeno da 15 anni). Nel bicchiere, i profumi varietali e le note del luogo dove affondano le radici le viti dovrebbero essere predominanti rispetto all’impronta del legno che rende tutti i vini uguali, appiattendoli, creando, in molti casi, dissonanze fastidiose in fase di abbinamento cibo-vino. Il legno, lasciamolo ai tarli o, meglio, cerchiamo di farne un uso saggio e moderato, soprattutto bilanciato e non offensivo nei confronti del carattere del vino. Il legno deve accompagnare il vino quasi nascondendosi ad esso, non prenderlo a schiaffi soffocandolo.

Non si deve abbinare un vino secco, qualsiasi vino secco, ad un dessert. È un comandamento assoluto che deve essere obbligatoriamente osservato. La dolcezza del dessert richiede dolcezza del vino. Non c’è altra soluzione. Non capisco perché questa regola, molto spesso, non venga rispettata. È una vera e propria offesa alle papille gustative delle persone. Perciò, l’abbinamento del gelato allo Chardonnay ad un vino secco, spumante o meno, non è accettabile.

Altra piccola osservazione. Il vino va servito ai commensali a tavola, con bottiglia ben visibile. Quindi, servire un vino a tavola, già versato nel bicchiere, senza la minima presenza della bottiglia, non è proprio accettabile.

Il luogo è molto rilassante, ben curato e gode di uno spettacolo naturale unico con vista sulle Ande. Quel giorno, il verde dei prati e l’azzurro del cielo sembravano toccarsi, creando uno scenario di colori, sfumature, chiaroscuri dal quale non si vorrebbe mai andare via.

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