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Casa Petrini

https://casapetrini.com/web/

Arrivare a Casa Petrini vuol dire tuffarsi nel verde di prati che abbracciano le acque azzurre di un laghetto che conduce lo sguardo dell’ospite lontano, fino a farlo giungere a sfiorare le vette delle vere protagoniste di questo spettacolo naturale, le Ande.

L’accoglienza è delicata, curata, attenta. Sembra quasi rispettare la soffusa armonia e preziosità del luogo.

Il menù di 4 portate è ben concepito. Presenta piatti interessanti, frutto di una riflessione ispirata. L’impiattamento è degno di attenzione. Colori e forme giocano ruoli distinti in un tutto equilibrato e ben dosato. Sapori, profumi e consistenze sono attori di uno stesso spettacolo sempre bilanciato, intenso, di spiccata personalità.

Per quanto riguarda i vini, devo confessare che il mio giudizio non può che essere positivo. Lo Chardonnay Lecho de Río ha una sua linea, chiara e pulita. Buona la persistenza e la gestione dell’uso del legno che è ben metabolizzato dal corpo del vino. Questo Chardonnay proviene da un suolo di origine alluvionale, sabbioso, sciolto, con elementi di granito e di sali inorganici. La vendemmia è manuale e la fermentazione è con lieviti indigeni. Maturazione in cemento ed in barrique per circa 6 mesi.

Il Malbec 2019, seppur un vino “base”, ha una propria anima ben delineata, segnata da un bel corpo e da una struttura decisa. Freschi profumi floreali e fruttati rendono questo Malbec particolarmente piacevole e bevibile. La vendemmia, anche in questo caso, è manuale ed i lieviti sono indigeni. Macerazione prefermentativa a 8°C e nessun passaggio in legno.

Poi, il Malbec Roca Volcánica 2018, caratterizzato da un profilo olfattivo più scuro che ci conduce verso sottili ricordi minerali e persistenze gustative più sapide. Il suolo di provenienza ha origini alluvionali, sciolto e ghiaioso, con presenza di rocce vulcaniche sia in superficie che in profondità. Macerazione prefermentativa, utilizzo di lieviti indigeni con il 25% dei grappoli interi. Malolattica non svolta. Nessun passaggio in legno.

Il Tannat 2019 si caratterizza per profumi che ricordano il petalo di rosa, la cerasa. Lievi note di cipria e talco. Un naso fresco ed agile. Persistenza un po’ cedevole. Lieviti indigeni, fermentazione con il 50% dei grappoli interi, nessun passaggio in legno.

Talud 2016 è invece un blend di Malbec (80%), Tannat (15%) e Petit Verdot (5%). I suoli di provenienza sono sempre di origine alluvionale, ricchi di sabbie, sciolti, con presenza di carbonato di calcio. Uso di lieviti indigeni e maturazione in legno di secondo e terzo passaggio.

Infine, l’Extra Brut da uve Pinot Nero in purezza. Metodo Charmat Lungo con 6 mesi di permanenza sulle fecce dei lieviti. Color cipria chiaro, si offre al naso con profumi floreali e di piccoli frutti rossi. Vino fresco con una interessante vena gusto-olfattiva sapida.

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